PLIEGUE

JAIME POBLETE + JACOPO VALENTINI

04 JUL – 01 AUG 2020

PRESS RELEASE – ENG

Questa prima esposizione post quarantena è un progetto speciale che ripensa, alla luce dei recenti avvenimenti, il ruolo della galleria d’arte e il significato delle esposizioni stesse.

Abbiamo sentito il bisogno, stanchi delle recenti viewing rooms  tipo esposizioni-catalogo, di proporre al pubblico un’ esperienza nuova, umana e personale, di confronto diretto con l’artista per conoscere meglio il suo lavoro senza intermediari. Un privilegio solitamente dei curatori e di alcuni collezionisti. Per questo abbiamo deciso di mettere in mostra l’intero processo creativo, non solo il risultato-opera d’arte: la galleria si trasformerà, per tutto Luglio, nell’atelier dell’artista Jaime Poblete e ospiterà una sua installazione site specific.

Jaime sarà presente in galleria-studio ogni giovedì della settimana, giorno in cui sarà possibile fargli visita su appuntamento. Questa è un’opportunità unica che vogliamo offrire a collezionisti e amatori: visitare l’installazione con il privilegio di interrogare direttamente l’artista, e conoscere il processo creativo con cui lui, come un ‘alchimista’, tinge/cuce/crea le sue opere fatte di tessuti, gentilmente donatici dalle Seterie Argenti di Como.

L’esposizione è pensata come un’opera d’arte totale, una performance prolungata nel tempo in cui l’artista è il performer che interagisce con le variabili di Spazio e Tempo, modificando l’installazione con la sua Azione e conferendo in questo modo significato agli oggetti. Questo progetto arriva in un momento di maturità artistica di Jaime Poblete, che individua tre temi per concettualizzare la sua ricerca: Oggetto, Soggetto e Simbolo.

OGGETTO. Una installazione a pavimento composta da 7 moduli per una lunghezza totale di 7 metri. Moduli costituiti da tessuti piegati come scatole che rappresentano la dimensione oggettuale dell’opera d’arte, e per questo interscambiabili nello spazio e nel corso del tempo per mano dell’artista. La piegatura (Pliegue in spagnolo) diventa lo strumento dell’artista, il gesto essenziale con cui crea, l’equivalente della pennellata per un pittore. Per questa installazione oggettuale Jaime sceglie una semplice piegatura strutturale a croce, funzionale allo scopo.

SOGGETTO.  Tre opere a parete per cui utilizza una piegatura più drammatica, come rimando simbolico ai segni della vita sulla pelle. Ogni opera esplora un aspetto caratterizzante la soggettività umana, concentrandosi sui temi di Misura  come fattore identitario e di Forma  come rappresentazione del dualismo intrinseco nell’essere umano.

SIMBOLO. Tre stendardi appesi a soffitto. Tessuti monocromi che acquisiscono il significato simbolico di Bandiera grazie all’azione performativa dell’artista che li innalza nello spazio. È l’azione dell’artista che crea il significato. Un simbolo, quello della Bandiera, diventato particolarmente importante nell’ultimo periodo, facendo riscoprire il valore di identità collettiva e appartenenza.

Dato il carattere performativo dell’esposizione, abbiamo infine invitato un secondo artista, Jacopo Valentini, a documentare con le sue fotografie artistiche l’evento. Lo scopo non è un reportage ma è creare un archivio di immagini per vedere come un artista – Jacopo – interpreta visivamente l’installazione di un altro artista – Jaime – e la sua ricerca. L’archivio visivo diventerà parte integrante dell’esposizione.

Questa esposizione rappresenta la forza di saper reagire con creatività  alle situazioni ostili: ci impediscono di assembrarci? e allora noi proponiamo una visita personalizzata con l’artista su appuntamento! non possiamo fare vernissage? e allora noi proponiamo un non-vernissage: una performance di apertura in cui l’artista si impadronisce dello spazio della galleria e ci si insedia con i suoi strumenti e materiali, mentre il pubblico lo può osservare dall’esterno, attraverso le vetrine.

Questo è il potere dell’arte: creare con una visione quello che ancora non è mai esistito, trasformando i limiti in opportunità!

Jaime Poblete (n.1981) nasce a Santiago del Cile. La sua formazione accademica si snoda inizialmente fra Scenografia e Teoria dell’Arte, frequentando la Facultad de Artes della Universidad de Chile. Dal 2000 al 2002 lavora come scenografo per diverse compagnie teatrali e in seguito collabora come restauratore al Museo d’Arte Contemporanea MAC di Santiago del Cile. Le origini del suo percorso artistico risalgono alla collaborazione con l’artista cileno Francisco González. A partire del 2017 inizia la sua collaborazione con la galleria IK-projects con sede a Lima, Perù; nel 2018 partecipa alla residenza d’artista Fugaz / IK-projects, con il progetto Elipsis. Dal 2019 il suo lavoro è rappresentato dalla galleria Suburbia Contemporary Art (Granada / Firenze), con cui ha realizzato i progetti espositivi Nigredo 2019, Artefiera Bologna 2020 (solo show), Satellites 2019 e Surroundings 2020 (group exhibition). Dal 2011 vive in Italia, luogo in cui consolida il proprio linguaggio, approfondendo le sue ricerche riguardanti il colore ed il suo rapporto con lo spazio, alternate con il suo interesse per la semiotica e la filosofia. 

 

Jacopo Valentini (n.1990) vive e lavora tra Modena e Milano. Dopo la laurea in Architettura presso l’Accademia di Mendrisio (CH) e un tirocinio presso l’officina d’arte e architettura cilena Pezo Von Ellrichshausen, nel 2017 consegue anche il Master in Photography presso lo IUAV di Venezia laureandosi con l’artista italiano Stefano Graziani, con cui collabora tuttora. Sempre nello stesso anno vince la 101ma Collettiva Giovani Artisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Nel 2019 viene selezionato per Giovane Fotografia Italiana #07, all’interno di Fotografia Europea a Reggio Emilia. Produce insieme a Chippendale la sua prima pubblicazione Volcano’s Ubiquity. Jacopo Valentini ha esposto in istituzioni e spazi privati sia in Italia che all’estero: Chiostri di San Domenico-Reggio Emilia, La Triennale di Milano, Centro per l’Arte Contemporanea L.Pecci-Prato, Museo Fattori-Livorno, RIBA-Londra, Fondazione Fabbri-Treviso, Fondazione Bevilacqua La Masa-Venezia, Politecnico di Milano, Museo Navile-Bologna, Fondazione Ragghianti-Lucca, Palazzo Martinengo-Brescia, Una Vetrina-Roma, Palazzo Rasponi II – Ravenna.